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nucleo familiare e stato di famiglia

Inviato: 27/09/2008, 10:56
da darioleo
salve,
volevo sapere qual è, se esiste, la differenza fra nucleo familiare e stato di famiglia. la scheda di famiglia ch eè possibile richiedere agli uffici comunali a quale si riferisce ? dove vengono definite le due entità ?
grazie per l'attenzione

Inviato: 27/09/2008, 12:21
da Ospite
Famiglia anagrafica: quella registrata in anagrafe e di cui viene rilasciato lo stato di famiglia dagli "uffici comunali" (= anagrafe). Definizione:
<<DPR n. 223/89, art.4
1. Agli effetti anagrafici per famiglia s'intende un insieme di persone legate da vincoli di matrimonio, parentela, affinità, adozione, tutela o da vincoli affettivi, coabitanti ed aventi dimora abituale nello stesso Comune.
2. Una famiglia anagrafica può essere costituita da una sola persona.>>

Nucleo familiare: cosa completamente diversa dalla famiglia anagrafica (anche se può a volte coincidere) e la cui definizione univoca non esiste su una legge specifica, ma esistono varie definizioni, a seconda dell' "uso" che si vuol fare del nucleo familiare.
Esempio: DPR 242/2001:
<<Regolamento concernente modifiche al decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 7 maggio 1999, n. 221, in materia di criteri unificati di valutazione economica dei soggetti che richiedono prestazioni sociali agevolate e di individuazione del nucleo familiare per casi particolari, a norma degli articoli 1, comma 3, e 2, comma 3, del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 109, come modificato dal decreto legislativo 3 maggio 2000, n. 130
Articolo 1
Criteri per l'individuazione del nucleo familiare
1. Dopo l'articolo 1 del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 7 maggio 1999, n. 221, e' inserito il seguente:
"Art. 1-bis.
Composizione del nucleo familiare
1. Ai fini del presente decreto, ciascun soggetto può appartenere ad un solo nucleo familiare. Fanno parte del nucleo familiare i soggetti componenti la famiglia anagrafica ai sensi dell'articolo 4 del decreto del Presidente della Repubblica 30 maggio 1989, n. 223, salvo quanto stabilito dai commi seguenti.
2. I soggetti a carico ai fini IRPEF, anche se componenti altra famiglia anagrafica, fanno parte del nucleo familiare della persona di cui sono a carico. Quando un soggetto risulta a carico ai fini IRPEF di piu' persone, si considera, tra quelle di cui e' a carico, componente il nucleo familiare:
a) della persona della cui famiglia anagrafica fa parte;
b) se non fa parte della famiglia anagrafica di alcuna di esse, della persona tenuta agli alimenti ai sensi degli articoli 433 e seguenti del codice civile, secondo l'ordine ivi previsto; in presenza di piu' persone obbligate agli alimenti nello stesso grado, si considera componente il nucleo familiare di quella tenuta in misura maggiore ai sensi dell'articolo 441 del codice civile.
3. I coniugi che hanno la stessa residenza, anche se risultano a carico ai fini IRPEF di altre persone, fanno parte dello stesso nucleo familiare; nei loro confronti si applica il solo criterio anagrafico.
4. I coniugi che hanno diversa residenza anagrafica, anche se risultano a carico ai fini IRPEF di altre persone, fanno parte dello stesso nucleo familiare, identificato sulla base della famiglia anagrafica di uno dei coniugi che e' considerata di comune accordo corrispondente alla residenza familiare. Detti criteri di attrazione non operano nei seguenti casi:
a) quando e' stata pronunciata separazione giudiziale o e' intervenuta l'omologazione della separazione consensuale ai sensi dell'articolo 711 del codice di procedura civile, ovvero quando e' stata ordinata la separazione ai sensi dell'articolo 126 del codice civile;
b) quando la diversa residenza e' consentita a seguito dei provvedimenti temporanei ed urgenti di cui all'articolo 708 c.p.c.;
c) quando uno dei coniugi e' stato escluso dalla potestà sui figli o e' stato adottato, ai sensi dell'articolo 333 del codice civile, il provvedimento di allontanamento dalla residenza familiare;
d) quando si e' verificato uno dei casi di cui all'articolo 3 della legge 1o dicembre 1970, n. 898, e successive modificazioni, ed e' stata proposta domanda di scioglimento o cessazione degli effetti civili del matrimonio;
e) quando sussiste abbandono del coniuge, accertato in sede giurisdizionale o dalla pubblica autorita' competente in materia di servizi sociali.
5. Il figlio minore di anni 18, anche se a carico ai fini IRPEF di altre persone, fa parte del nucleo familiare del genitore con il quale risulta residente. Il minore che si trova in affidamento preadottivo, ovvero in affidamento temporaneo presso terzi disposto o reso esecutivo con provvedimento del giudice, fa parte del nucleo familiare dell'affidatario, ancorché risulti in altra famiglia anagrafica o risulti a carico ai fini IRPEF di altro soggetto. Il minore in affidamento e collocato presso comunità o istituti di assistenza e' considerato nucleo familiare a se' stante.
6. Il soggetto che si trova in convivenza anagrafica ai sensi dell'articolo 5 del decreto del Presidente della Repubblica 30 maggio 1989, n. 223, e' considerato nucleo familiare a se' stante, salvo che debba essere considerato componente del nucleo familiare del coniuge, ovvero del nucleo familiare della persona di cui e' a carico ai fini IRPEF, ai sensi delle disposizioni del presente articolo. Se della medesima convivenza anagrafica fanno parte il genitore e il figlio minore, quest'ultimo e' considerato componente dello stesso nucleo familiare del genitore.
7. Ai sensi dell'articolo 3, comma 2, del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 109, e successive modificazioni, in relazione a particolari prestazioni, gli enti competenti alla disciplina delle prestazioni medesime possono assumere come unita' di riferimento una composizione del nucleo familiare estratta nell'ambito dei soggetti indicati nel presente articolo.".>>

Inviato: 28/09/2008, 12:49
da sir65
nel caso di un cittadino italiano sposato con extraUE, convivente, in attesa di rilascio di primo titolo di soggiorno e quindi non iscrivibile ancora anagraficamente? stesso nucleo famigliare?

Inviato: 29/09/2008, 10:56
da Ospite
Nucleo familiare: concetto anagrafico non esistente.
La domanda di iscrizione all'anagrafe la può già fare,se ha già richiesto il permesso di soggiorno, ma si può definire la pratica solo dopo che avrà in mano il permesso di soggiorno.
La decorrenza dell'iscrizione è da quando fa richiesta, e la si iscrive dove dimora abitualmente, in famiglia con il marito (se vive lì) o altra famiglia, anche da sola (se vive da altra parte).
Spero che sia già stato iscritto/trascritto l'atto di matrimonio..

Inviato: 30/09/2008, 16:28
da sir65
Nucleo familiare: concetto anagrafico non esistente.
La domanda di iscrizione all'anagrafe la può già fare,se ha già richiesto il permesso di soggiorno, ma si può definire la pratica solo dopo che avrà in mano il permesso di soggiorno.
La decorrenza dell'iscrizione è da quando fa richiesta, e la si iscrive dove dimora abitualmente, in famiglia con il marito (se vive lì) o altra famiglia, anche da sola (se vive da altra parte).
Spero che sia già stato iscritto/trascritto l'atto di matrimonio..
l'ufficiale di anagrafe mi dice che può avviare la pratica ma che se non porto il pds entro 90 giorni la pratica verrà chiusa con rigetto. Sapendo i tempi biblici della Questura, sono preoccupato.... mi conferma la prassi?

Inviato: 30/09/2008, 17:03
da Sereno.SCOLARO
Diciamo che la pratica dovrebbe, a stretto rigore (anche se vi sono state alcune circolari 'di manica larga'), poter avviare solo dopo avere ottenuto il PdS.

Inviato: 16/10/2008, 11:39
da Ospite
In caso di affidamento preadottivo di un minore italiano, finalizzato all'adozione ex art. 25 L. 184/83, l'iscrizione anagrafica deve essere richiesta non appena l'interessato viene accolto nel nucleo familiare degli affidatari oppure si può attendere l'emanazione del decreto di adozione?
La relazione di parentela da indicare nel foglio di famiglia è "convivente"? Non appena sarà trascritto dal Comune di nascita il provvedimento del Tribunale per i Minorenni che dispone l'adozione, il foglio di famiglia va rifatto, indicando le nuove generalità dell'adottato, la relazione di "figlio", e riportando altresì il Comune e la data di immigrazione?

Inviato: 16/10/2008, 15:17
da Ospite
Aggiungo un'altra domanda a quelle precedenti. Qual è il Comune competente alla trascrizione del decreto di adozione: a) quello di nascita b) quello di residenza? Nel caso b) si valuta la residenza del minore al momento dell'emanazione del provvedimento del Tribunale per i Minorenni o, se diversa, quella sussistente al momento della definitività dello stesso provvedimento? Qaulora il minore non risulti iscritto in alcuna APR (ad esempio per pregressa cancellazione per irreperibilità) a chi compete la trascrizione?

Inviato: 16/10/2008, 16:32
da Sereno.SCOLARO
In caso di affidamento, specie se preadottivo, il trasferimento di residenza del minore deve essere dichiato entro 20 gg dall'ingresso nella famiglia affidataria.
Dopo il perfezionamento dell'adozione (quando l'adottando sia divenuto 'figlio') vanno sostituite le schede individuali e di famiglia, mentre le precedenti vanno cosnervate, rigorosamente secretate, sotto la diretta e personale responsabilita' dell'ufficiale di anagrafe.

La competenza agli adempimenti (trascrizioni, annotazioni, ecc.) conseguenti al decreto di adozione e' del comune di residenza del minore (anche se alcuni trib.minorenni inviino gli atti al comune di nascita; forse, non si sono ancora accorti che il 30/3/2001 e' entrato in vigore il RSC ....).
Non mi pare ipotizzabile che il minore sia stato cancellato dall'APR per irreperibilita' o, se sia avvenuto, ci' segnala che vi siano state delle ... disfunzioni. In tal caso, e' necessario che sia provveduto ex art. 7, 2 dPR 30/5/1989, n. 223 (restando aperta la questione della competenza, risolvibile, cercando la c.d. quadratura del cerchio, forse facendo riferimento a questo ultimo comune; e' una forzatura, ma altrimenti non si sarebbe soluzione).

Inviato: 03/01/2011, 15:59
da Ospite
Salve signori,
avendo avuto modo di leggere i vostri post - enucleati in maniera eccelsa-vorrei porvi un quesito che, sebbene verti su questioni differenti, ha come punto focale (nonchè fonte di dubbio) la questione del "nucleo familiare".
Spiego i termini della questione:
1) oggetto: concessione alloggio di servizio;
2) condizioni dell'istante: il soggetto non sposato e senza prole, abita e resiede nella stessa abitazione del padre ma non ne è presente nello stato di famiglia quindi costituente un nucleo familiare a se' stante( sarebbe a dire che -secondo quanto appreso dai vostri pareri- risulterebbe essere nella condizione di "convivenza anagrafica" ai sensi dell'articolo 5 del decreto del Presidente della Repubblica 30 maggio 1989, n. 223).
VENGO ALLA QUESTIONE...
Un regolamento recante le norme per la concessione degli alloggi di servizio recita che...."non possono essere concessi alloggi di servizio al personale che sia proprietario o usufruttuario o
assegnatario in cooperativa, ancorche' indivisa, di una abitazione
idonea, disponibile e abitabile, ubicata nell'ambito del presidio
ovvero circoscrizione alloggiativa ove presta servizio, ovvero che
abbia un
familiare convivente nelle stesse condizioni, fatta
eccezione per i titolari degli incarichi, compresi nella prima fascia
degli elenchi degli incarichi, di particolare rilevanza quando gli
alloggi siano ubicati all'interno o nelle immediate vicinanze di impianti, installazioni e comprensori."....
.
Considerato quanto previsto dal succitato regolamento, L'istante che verte nelle condizioni di cui al punto 2), è legittimato o meno all'assegnazione in concessione degli alloggi di servizio in oggetto?

Inviato: 03/01/2011, 16:03
da diego
sarebbe a dire che, da quanto appreso dai pareri, siamo in presenza di una situazione anomala: non si tratta affatto di una convivenza anagrafica (art. 5 pdr 30/05/1989 n. 223), ma di una famiglia agli effetti anagrafici (art. 4 dpr 223/1989: il figlio è parente in linea retta di primo grado).
la situazione va sistemata, anche d'ufficio.
con ciò che ne consegua.

Inviato: 03/01/2011, 16:45
da Ospite
sarebbe a dire che, da quanto appreso dai pareri, siamo in presenza di una situazione anomala: non si tratta affatto di una convivenza anagrafica (art. 5 pdr 30/05/1989 n. 223), ma di una famiglia agli effetti anagrafici (art. 4 dpr 223/1989: il figlio è parente in linea retta di primo grado).
la situazione va sistemata, anche d'ufficio.
con ciò che ne consegua.
Grazie Diego per l'interveto celere.
Premetto che la mia supposizione/interpretativa era mirata a capire se avevo capito...e la risposta non è tardata...(!)
il concetto di "famiglia agli effetti anagrafici" è lo stesso di "familiare convivente" citato dal regolamento in questione? e cosa intende per "sistemare la situazione" anche d'ufficio?

Inviato: 03/01/2011, 17:07
da diego
significa che le due distinte famiglie anagrafiche devo essere riunite in un'unica famiglia
e, direi, che trattandosi di famigliare convivente...

Inviato: 31/08/2011, 17:34
da Ospite
:( :? QUINDI QUALE SAREBBE IL MIO NUCLEO FAMILIARE AVENDO LA RESIDENZA DA MIA MADRE E CONVIVENDO A CASADEL MIO COMPAGNO????????

Inviato: 31/08/2011, 17:50
da Sereno.SCOLARO
Forse, ha l'iscrizione anagrafica in luogo diverso da quella in cui sussiste, sotto il profuilo sostanmziale, la residenza.
la residenza e' nel luogo dove si abita (art. 43, 2 CC) e a questa situazione - quale situazione di fatto - devono sempre corrispondere le registrazioni anagrafiche, per cui se abita in luogo diverso da quello dell'iscrizione anagrafica, deve provvedersi a rendere le prescritte (= obbligatorie) dichiarazioni ai fini dell'iscrizione anagrafica opresso il comune di effettiva abitazione, nei termini previsti.