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Attestazione permanente a comunitario cancellato per irreperibilità

Inviato: 31/10/2018, 10:23
da Gpaga
Buongiorno
un cittadino comunitario iscritto nella nostra anagrafe nel 2003 per immigrazione da altro Comune è stato cancellato per irreperibilità lo scorso marzo 2018. La scorsa settimana si è presentata la figlia allo sportello per richiedere nuovamente l'iscrizione anagrafica in quanto il padre è ricoverato all'ospedale e da lì hanno avuto notizia della mancata copertura sanitaria a seguito appunto della cancellazione. La figlia ha esibito la vecchia carta di soggiorno permanente rilasciata dalla Questura nel 2004 ma non sa se il papà abbia mai chiesto l'attestazione di soggiorno; inoltre esibisce il certificato di pensione dell'INPS per dimostrare che dal 2014 è percettore di pensione italiana avendo lavorato per oltre 15 anni presso una ditta della zona. Mi presenta quindi l'istanza di reiscrizione firmata dal papà con allegato una dichiarazione dell'ospedale che attualmente è ricoverato in struttura e contestualmente richiede il rilascio dell'attestazione permanente. Sono stata contattata dal distretto sanitario la cui impiegata sostiene che la cancellazione per irreperibilità non gli dà diritto all'attestato permanente. Secondo la vostra opinione e le varie circolari e precisazioni che si sono susseguite quale sarebbe la procedura più corretta per la reiscrizione di questo cittadino?Grazie

Re: Attestazione permanente a comunitario cancellato per irreperibilità

Inviato: 31/10/2018, 11:10
da Tiziana5838
Il cittadino comunitario in questione avendo lavorato almeno 5 anni continuativi (più di 15 sembra) ha maturato il diritto permanente (peraltro già attestato dalla Questura nel 2004) e lo ha mantenuto SE non ha lasciato l'Italia per più di 2 anni consecutivi dopo che ha finito di lavorare.
La cancellazione anagrafica per irreperibilità NON priva di diritto di soggiorno se il Tizio è rimasto in Italia. Quindi avendo lui il diritto permanente già dal 2004 ti devono dimostrare soltanto che non ha lasciato l'Italia per più di 2 anni consecutivi con qualsiasi documento (oltre l'iscrizione anagrafica finchè l'ha avuta considerando anche l'inizio del procedimento di irreperibilità, può presentare contratti d'affitto di casa, certificati medici, esami clinici fatti in Italia etc ...)
Presumo che la richiesta di reiscrizione sia in un altro indirizzo rispetto al precedente altrimenti forse c'è qualcosa che non va nella pratica di irreperibilità.

Re: Attestazione permanente a comunitario cancellato per irreperibilità

Inviato: 31/10/2018, 11:23
da Gpaga
Grazie. Infatti alla figlia abbiamo fatto presente che il procedimento era stato attivato da oltre un anno prima della cancellazione e lei ha confermato che il padre aveva lasciato effettivamente quell'abitazione e faceva continui viaggi tra Romania e Italia e quando rientrava alloggiava da lei oppure dal fratello. Di conseguenza dalla data di avvio del procedimento (che precisamente è avvenuta ad agosto 2016) sappiamo che non era più all'indirizzo e, visto che all'epoca era già pensionato, ho seri dubbi che riescano a dimostrare comunque la sua permanenza in Italia. In questo caso, atuo parere, potrei procedere solo con il rilascio dell'attestazione temporanea.

Re: Attestazione permanente a comunitario cancellato per irreperibilità

Inviato: 31/10/2018, 12:09
da Tiziana5838
Se veramente in questi anni ha solo fatto avanti e indietro tra Italia e Romania e può dimostrarlo (es. timbri sul passaporto, biglietti di viaggio aereo, visite mediche in Italia, contratti fornitura utenze, conti bancari ...) non ha perduto il diritto permanente, che si perde per assenza continuativa per 2 anni consecutivi.

Re: Attestazione permanente a comunitario cancellato per irreperibilità

Inviato: 01/11/2018, 17:47
da yumino
Buongiorno,

ci stiamo confondendo...
Premesso che
1. Il possesso di un attestato d'iscrizione di cui all'articolo 8, di un documento che certifichi il soggiorno permanente, della ricevuta della domanda di una carta di soggiorno di familiare di una carta di soggiorno o di una carta di soggiorno permanente, non può in nessun caso essere un prerequisito per l'esercizio di un diritto o il completamento di una formalità amministrativa, in quanto la qualità di beneficiario dei diritti può essere attestata con qualsiasi altro mezzo di prova.

1. Il cittadino dell'Unione che abbia soggiornato legalmente ed in via continuativa per cinque anni nello Stato membro ospitante ha diritto al soggiorno permanente in detto Stato.
4. Una volta acquisito, il diritto di soggiorno permanente si perde soltanto a seguito di assenze dallo Stato membro ospitante di durata superiore a due anni consecutivi.
4. Il diritto di soggiorno permanente si perde in ogni caso a seguito di assenze dal territorio nazionale di durata superiore a due anni consecutivi.

4. La qualità di titolare di diritto di soggiorno ed i titolare di diritto di soggiorno permanente può essere attestata con qualsiasi mezzo di prova previsto dalla normativa vigente, fermo restando che il possesso del relativo documento non costituisce condizione necessaria per l'esercizio di un diritto.

Fatte queste giuste premesse, riassumiamo la questione, il cittadino in oggetto che sia Italiano, europeo poco importa, da quello che è emerso fino un certo periodo (si presume Agosto 2016) era Residente in una abitazione, in un alloggio che ha lasciato non comunicando a nessuno del trasferimento, di conseguenza si è aperta la procedura di irreperibilità che si è conclusa nel marzo 2018, accertando che effettivamente tale cittadino si era trasferito in altro luogo sconosciuto.
Dai documenti si è visto che il trasferimento fu da un comune Italiano in un comune Romeno (all'estero) di fatto quindi il cittadino trasferì la residenza all'estero (sappiamo tutti che in UE, SEE, e Svizzera si può avere 1 sola Residenza, in uno solo di questi paesi alla volta e quindi NON è possibile avere 2 residenze contemporaneamente tra diversi stati citati precedentemente).
Trasferendosi all'estero ha trasferito con essa i suoi diritti nel nuovo paese di residenza quindi in questo caso si applicano i regolamenti per la protezione dei sistemi sociali (coordinamento dei regimi di sicurezza sociale).

Si pongono 2 questioni parallele la prima questione è la Residenza, il rientro in Italia del cittadino,
la seconda è il suo diritto all'assistenza sociale e sanitaria nel nuovo paese di residenza (Italia)

Per il rientro in Italia con conseguente richiesta della Residenza si applicano le normali procedure valide per qualunque cittadino Italiano (dato che il cittadino in questione percepisce una pensione di vecchiaia o di anzianità Inps Italiana).

Altro discorso vale per il diritto del soggiorno permanente che effettivamente si perde dopo 2 anni consecutivi di assenza nel territorio, la prova di tale periodo può essere dimostrata oltre che da quando effettivamente ha lasciato l'alloggio italiano (con bollette, affitti, ecc...), anche da quando ha cambiato e quindi richiesto effettivamente la residenza in Romania (ad esempio Mario ha abitato in via picchio fino ad Agosto 2016 poi è andato a vivere dalla figlia sempre in Italia senza comunicare la variazione di residenza, e solo nel Settembre 2017 Rossi si è trasferito in Romania iscrivendosi come residente in tale paese).

Comunque sia, il fatto di conservare il diritto di soggiorno permanente o meno non conta nulla, in quanto come ribadito prima il fatto di avere di essere titolare di una pensione di vecchiaia o di anzianità Italiana fa si che in automatico abbia gli stessi diritti (e doveri) di un cittadino italiano.

Seconda questione il suo diritto all'assistenza sociale e sanitaria in Italia nuovo futuro paese di residenza, la regola fondamentale è: Se percepisci una pensione dal paese in cui vivi: tu e i tuoi familiari siete coperti dal regime di assicurazione sanitaria di tale paese, a prescindere dal fatto che tu percepisca o meno una pensione anche da altri paesi. Detto questo se tu vai a vivere in un altro paese la copertura sanitaria verrà spostata nel nuovo paese di residenza perdendola contestualmente nel vecchio paese dove eri residente. Tu e i tuoi familiari avete pieno diritto alle cure mediche soltanto nel paese di residenza (che può essere come precisato prima 1 solo) . Questa regola vale per quasi tutti i paesi, fanno eccezione e quindi permettono la doppia copertura solo: Austria, Germania, Paesi Bassi, Belgio, Grecia, Polonia, Bulgaria, Ungheria, Slovenia, Cipro, Islanda, Spagna, Repubblica ceca, Liechtenstein, Svezia, Francia, Lussemburgo e Svizzera.

Avendo la Residenza in Romania, attualmente in Italia per quanto riguarda l'assistenza sociale e sanitaria ha diritto alla sola assistenza non programmata, a meno che non richiede il modulo S3 all'ente Romeno di assicurazione copertura sanitaria (se in passato era un lavoratore frontaliero).

In conclusione il cittadino ha 2 scelte:
1. Spostare la sua attuale Residenza dalla Romania in Italia con contestuale spostamento dell'assistenza sociale e sanitaria in Italia (questo se intende tornare a vivere in Italia), oppure
2. Mantenere la Residenza in Romania, rimanendo in Italia per il tempo necessario delle cure mediche richiedendo quindi al suo ente di assicurazione sociale Romeno il modulo S3 (se in passato era un lavoratore frontaliero).
Per quanto riguarda il suo diritto di soggiorno permanente in Italia, anche se non influirà assolutamente sul suo diritto all'assistenza sociale e sanitaria in Italia, la sua conservazione, questo dipende esclusivamente se il cittadino abbia avuto "assenze dal territorio nazionale di durata superiore a due anni consecutivi."

Ps per curiosità come fa a richiedere la residenza se il cittadino è ricoverato in ospedale???

Un saluto

Re: Attestazione permanente a comunitario cancellato per irreperibilità

Inviato: 03/11/2018, 13:27
da l'auxelugatu
Caro Yumino, io ho scritto all'INPS che pretendeva dal Comune, d'ufficio, il rilascio dell'attestazione di regolare soggiorno, esattamente le cose che tu hai riportato. Sai cosa mi hanno detto? Noi abbiamo le nostre disposizioni...insomma in poche parole che non gliene frega niente delle normative comunitarie...Beh spero per loro che qualcuno non si arrabbi e li denunci alla Corte di Giustizia Europea...
Sarebbe il caso che il Dott. Boeri si preoccupasse di tutelare anche i diritti dei poveri cristi comunitari, invece di quelli dei potentati...

Re: Attestazione permanente a comunitario cancellato per irreperibilità

Inviato: 03/11/2018, 14:05
da yumino
Caro Yumino, io ho scritto all'INPS che pretendeva dal Comune, d'ufficio, il rilascio dell'attestazione di regolare soggiorno, esattamente le cose che tu hai riportato. Sai cosa mi hanno detto? Noi abbiamo le nostre disposizioni...insomma in poche parole che non gliene frega niente delle normative comunitarie...Beh spero per loro che qualcuno non si arrabbi e li denunci alla Corte di Giustizia Europea...
Sarebbe il caso che il Dott. Boeri si preoccupasse di tutelare anche i diritti dei poveri cristi comunitari, invece di quelli dei potentati...
:shock: :shock: :shock: Ma io ho riportato la normativa comunitaria, ma soprattutto la normativa nazionale e sono sicuro che esistano pure circolari Inps che tra l'altro avevo....

Beh il cittadino se vuole può rivolgersi al punto nazionale che è sopra all'ufficio inps oppure al solvit . .

Un saluto

Ps ma se è in ospedale come fa a iscriversi in anagrafe?

Re: Attestazione permanente a comunitario cancellato per irreperibilità

Inviato: 03/11/2018, 16:02
da l'auxelugatu
Ho sentito parlare di queste mitiche circolari INPS ma per me sono come l'Araba Fenice...se le hai postale o posta eventuali collegamenti in rete.

Re: Attestazione permanente a comunitario cancellato per irreperibilità

Inviato: 03/11/2018, 23:27
da yumino
Ho sentito parlare di queste mitiche circolari INPS ma per me sono come l'Araba Fenice...se le hai postale o posta eventuali collegamenti in rete.
Ce ne sono parecchie anche...

Qui un esempio...

http://www.venetoimmigrazione.it/docume ... 5c87528204

Un saluto

Ps ma poi cosa c'entra l'Inps con l'Asl che effettua direttamente le prestazioni sanitarie?

Un saluto

Re: Attestazione permanente a comunitario cancellato per irreperibilità

Inviato: 05/11/2018, 11:40
da Gpaga
Come più volte ribadito anche da numerosi "esperti" la registrazione delle residenza a quanto pare può avvenire qualora sia verificata almeno l'intenzione del cittadino di stabilire la propria dimora abituale in codesto comune, in questo caso, dopo la fine della degenza. Per il rilascio dell'attestazione penso anch'io che spetti quella permanente, ho qualche dubbio sul fatto che possa ritenersi valida la data di avvio del procedimento di irreperibilità anzichè quello di fine.

Re: Attestazione permanente a comunitario cancellato per irreperibilità

Inviato: 05/11/2018, 13:01
da Tiziana5838
Come più volte ribadito anche da numerosi "esperti" la registrazione delle residenza a quanto pare può avvenire qualora sia verificata almeno l'intenzione del cittadino di stabilire la propria dimora abituale in codesto comune, in questo caso, dopo la fine della degenza. Per il rilascio dell'attestazione penso anch'io che spetti quella permanente, ho qualche dubbio sul fatto che possa ritenersi valida la data di avvio del procedimento di irreperibilità anzichè quello di fine.
Infatti non è scritto da nessuna parte, ma noi come UDA sappiamo il periodo reale di accertamento avendo svolto il procedimento di irreperibilità quindi sta poi sempre a noi valutare il caso.

Re: Attestazione permanente a comunitario cancellato per irreperibilità

Inviato: 06/11/2018, 12:41
da yumino
Come più volte ribadito anche da numerosi "esperti" la registrazione delle residenza a quanto pare può avvenire qualora sia verificata almeno l'intenzione del cittadino di stabilire la propria dimora abituale in codesto comune, in questo caso, dopo la fine della degenza. Per il rilascio dell'attestazione penso anch'io che spetti quella permanente, ho qualche dubbio sul fatto che possa ritenersi valida la data di avvio del procedimento di irreperibilità anziché quello di fine.
Infatti non è scritto da nessuna parte, ma noi come UDA sappiamo il periodo reale di accertamento avendo svolto il procedimento di irreperibilità quindi sta poi sempre a noi valutare il caso.
Ma anziché andare a interpretazione e seguire l'istinto/intuito non è più semplice valutare l'assenza dallo stato con i documenti alla mano, ad esempio se Rossi ha bollette intestate a lui fino a una tale data x, e poi trasferendosi all'estero si è iscritto nel comune dello stato estero con una data certa, saranno i documenti stessi a chiarirmi da quanto tempo il cittadino si è trasferito...

Che poi in questo caso che abbia mantenuto il soggiorno permanente oppure no, non cambia niente, essendo pensionato Inps (vecchiaia o anzianità) ha diritto all'assistenza sanitaria applicandosi il principio di specialità dei sistemi di sicurezza sociale, facendo con particolare attenzione a spostare la copertura sanitaria insieme alla residenza dalla Romania all'Italia. Se non dovesse procedere all'emigrazione della stessa, mantenendo attiva indebitamente in entrambi i paesi sia la residenza sia l'accesso al servizio sanitario, potrebbe poi dover pagare di tasca sua tutti i servizi usufruiti.

Un saluto