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Inviato: 14/06/2015, 10:51
da ippocampo2009
sono sempre più convinto che viviamo un uno stato incompetente e inadeguato che legifera sanzioni spropositate
ho alcuni amici e colleghi che hanno avuto lutti in famiglia causati da guidatori in stato di ebbrezza....non credo che sarebbero d'accordo sulle "sanzioni spropositate".....anche perchè per avere la revoca della patente non è che sia cosa facile....

Inviato: 14/06/2015, 11:00
da ippocampo2009
DIRETTIVA 2006/126/CE DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO
del 20 dicembre 2006
concernente la patente di guida (Rifusione)
(Testo rilevante ai fini del SEE)

___ :shock: 43 pagine :( ___

http://eur-lex.europa.eu/LexUriServ/Lex ... 060:IT:PDF
questi i punti salienti...

pag. 9
Uno Stato membro può inoltre rifiutarsi di rilasciare la patente
di guida ad un richiedente la cui patente sia revocata in un altro
Stato membro.
quindi uno Stato terzo può anche rilasciare una patente a colui che abbia avuto una revoca del permesso in un altro Stato, però quest'ultimo, come precisato nella sentenza postata..

30 Orbene, imporre ad uno Stato membro il riconoscimento della validità della patente di guida rilasciata a una persona da un altro Stato membro, sebbene nei confronti di tale persona sia stato adottato, nel primo Stato, un provvedimento di divieto di ottenere una patente di guida per fatti precedenti al rilascio, da parte del secondo Stato, della suddetta patente, significherebbe esortare gli autori di infrazioni sul territorio di uno Stato membro, passibili di un simile provvedimento, a recarsi in un altro Stato membro allo scopo di ottenere una nuova patente e di ovviare in tal modo alle conseguenze amministrative o penali delle infrazioni stesse e comprometterebbe, in definitiva, la fiducia su cui si basa il sistema di riconoscimento reciproco delle patenti di guida (v., in tal senso, sentenza Weber, C‑1/07, EU:C:2008:640, punto 39).

31 Il fatto che la sentenza che pronuncia tale provvedimento sia passata in giudicato successivamente al rilascio della patente di guida nel secondo Stato è irrilevante a tal riguardo, atteso che tale patente è stata ottenuta dopo la pronuncia di tale sentenza e che i motivi che giustificano il suddetto provvedimento sussistevano alla data di rilascio della suddetta patente (v., in tal senso, sentenza Weber, C‑1/07, EU:C:2008:640, punti 36 e 41).

32 Occorre quindi rispondere alla questione sollevata che l’articolo 11, paragrafo 4, secondo comma, della direttiva 2006/126 deve essere interpretato nel senso che un provvedimento con il quale lo Stato membro della residenza normale di una persona, che non può ritirare a tale persona, conducente di un autoveicolo, la sua patente di guida, in quanto quest’ultima è già stata oggetto di una precedente decisione di ritiro, ordina che una nuova patente di guida non potrà essere rilasciata a tale persona per un periodo determinato, deve essere considerato un provvedimento di limitazione, sospensione o ritiro della patente di guida ai sensi di tale disposizione, con la conseguenza che esso osta al riconoscimento della validità di qualsiasi patente rilasciata da un altro Stato membro prima della scadenza di tale periodo. Il fatto che la sentenza che pronuncia tale provvedimento sia passata in giudicato successivamente al rilascio della patente di guida nel secondo Stato è irrilevante a tal riguardo, atteso che tale patente è stata ottenuta dopo la pronuncia di tale sentenza e che i motivi che giustificano il suddetto provvedimento sussistevano alla data di rilascio della suddetta patente.
può rifiutarsi di riconoscerne la validità....

Inviato: 15/06/2015, 15:35
da pacman
La confusione in effetti c'è. Volendo pensare con la mia testa credo che la patente acquisita in altro stato UE da cittadino italiano cui sia stata revocata in Italia e dopo aver acquisito la residenza in quel paese, possa essere riconosciuta in Italia solo dopo il periodo di due o tre anni a seconda dei casi . In pratica solo dopo che avrebbe potuto riconseguirla in Italia senza cambiare la residenza. Altrimenti ci sarebbe un abuso del diritto. In pratica, in astratto, poco mi importa delle varie revoche italiane se posso fare ogni volta il giro dei paesi UE e conseguire le patenti che voglio per farle poi riconoscere qui. :wink:
concordo.
La revoca c'è stata, ma il periodo temporale di divieto per il conseguimento di una nuova patente e quindi per condurre determinati veicoli nel territorio italiano NO.
Come ho detto, il provvedimento di revoca c'è stato, ma i suoi EFFETTI sono ancora in essere.

Inviato: 18/06/2015, 08:34
da yumino
È possibile essere in possesso di due patenti di guida emesse da diversi Stati membri?
L'articolo 7(5) della direttiva 91/439/CEE stabilisce chiaramente che nessuna persona può essere in possesso di più patenti emesse da diversi Stati membri. Questo divieto include anche le patenti ritirate.

Cosa devo fare se la mia patente di guida viene ritirata nel mio paese di residenza?
Se il paese di residenza è diverso da quello di emissione, gli effetti della sanzione sono identici. Le leggi amministrative e penali del paese di residenza sono totalmente applicabili. Il documento rimane soggetto a ritiro (o, dove opportuno, riporta la registrazione di una restrizione).

Cosa devo fare se la mia patente di guida viene ritirata in uno stato diverso da quello di residenza?
In questo caso, la decisione dello Stato membro è applicabile solo al proprio territorio. Quando il cittadino lascia il paese che ha imposto la sanzione, le autorità hanno l'obbligo di restituire il documento.

art. 136-ter. Provvedimenti inerenti il diritto a guidare adottati nei confronti di titolari di patente di guida rilasciata da Stati dell'Unione europea o dello Spazio economico europeo. (Testo in vigore dal 19 gennaio 2013)

1. Qualora il titolare di patente di guida, rilasciata da uno Stato dell'Unione europea o dello Spazio economico europeo, commetta una violazione dalla quale, ai sensi del presente codice, derivi la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente di guida, si applicano le disposizioni dell'articolo 135, comma 5.

2. Qualora il titolare di patente di guida, rilasciata da uno Stato dell'Unione europea o dello Spazio economico europeo, commetta una violazione dalla quale, ai sensi del presente codice, derivi la sanzione amministrativa accessoria della revoca della patente di guida, si applicano le disposizioni dell'articolo 135, comma 6.

3. Qualora un conducente circoli in violazione del provvedimento emanato ai sensi del comma 1, si procede ai sensi del comma 2. Qualora il conducente circoli in violazione del provvedimento emanato ai sensi del comma 2, si applicano le sanzioni dell'articolo 116, commi 15 e 17. (Articolo aggiunto dal comma 1 dell'art. 17, D. Lgs. 18 aprile 2011, n. 59, in vigore dal 19 gennaio 2013).

La nuova direttiva Europea

Esistono oggi differenti tipi di frode: manomissioni del documento, acquisizione illegale di duplicati adducendo a motivo la perdita o il furto dell'originale, acquisizione di una patente di guida in un altro paese quando la patente è stata sospesa nel proprio.

La filosofia che ispira la lotta antifrode nel caso delle patenti di guida è il principio che una persona può essere titolare di una sola patente di guida. La nuova direttiva ha rafforzato questo principio.

Il rinnovo periodico delle patenti di guida consentirà agli Stati membri di disporre di una banca dati nazionale (e di conseguenza una visione) costantemente aggiornata delle patenti di guida in corso di validità.

Allo stesso tempo sarà migliorata la comunicazione tra le autorità nazionali mediante la creazione di una rete comune sulle patenti di guida. La consultazione regolare di questa rete, chiamata RESPER, consentirà di applicare le nuove, e più rigorose, norme sul divieto di rilasciare una patente di guida a persone la cui patente sia stata ritirata o sospesa o sia soggetta a limitazioni.

Inoltre, gli Stati membri che lo desiderino sono autorizzati a inserire un microchip nella patente. La presenza nel microchip delle informazioni stampate sulla patente aumenta la protezione antifrode e, allo stesso, tempo garantisce la protezione dei dati. Va da sé che dovrà essere rispettata la legislazione europea in materia di protezione dei dati personali.

La prima normativa europea sulle patenti di guida risale al 1980: si trattava di una direttiva del Consiglio che dava la possibilità ai cittadini dell’UE che si trasferivano in un altro Stato membro di sostituire la propria patente di guida senza dover sostenere nuove prove teoriche e pratiche e una nuova visita medica. Il conducente era tuttavia tenuto a sostituire la patente entro un anno dal suo trasferimento nel nuovo Stato membro.

Solo nel 1991 è stata adottata una nuova direttiva che ha introdotto il principio del riconoscimento reciproco ed ha abolito l’obbligo di sostituire la patente. Nella pratica, tuttavia, l’applicazione di questo principio è stata ostacolata dall’assenza di armonizzazione dei termini di validità delle patenti e della periodicità delle visite mediche, con conseguente incertezza giuridica per i cittadini che trasferivano la residenza in un altro Stato membro.

La direttiva 2006/126/CE, nota anche come la “terza direttiva sulle patenti di guida”, è stata adottata il 20 dicembre 2006 e doveva essere recepita entro il 19 gennaio 2011.

Benché alcune disposizioni siano entrate in vigore il 19 gennaio 2009, la maggior parte dei suoi requisiti – e in particolare il nuovo modello UE di patente di guida – saranno applicabili a partire dal 19 gennaio 2013.

Circolare - 25/01/2013 - Prot. n. 300/A/744/13/101/3/3/9 - Patenti di guida

OGGETTO: Decreto legislativo 18 aprile 2011 n. 59 e successive modificazioni ed integrazioni, recante modifiche al titolo IV del Codice della Strada, in materia di patenti di guida, in vigore dal 19 gennaio 2013. Prime disposizioni operative.

MINISTERO DELL'INTERNO
DIPARTIMENTO DELLA PUBBLICA SICUREZZA

Prot. n. 300/A/744/13/101/3/3/9
Roma, 25 gennaio 2013

OGGETTO: Decreto legislativo 18 aprile 2011 n. 59 e successive modificazioni ed integrazioni, recante modifiche al titolo IV del Codice della Strada, in materia di patenti di guida, in vigore dal 19 gennaio 2013. Prime disposizioni operative.

Il decreto legislativo n. 59/2011 e successive modificazioni ed integrazioni è, ha dato attuazione nell'ordinamento italiano alle disposizioni della direttiva comunitaria n. 2006/126/CE in materia di patenti di guida.
L'attuazione della citata direttiva ha determinato anche la modifica di numerose norme del titolo IV del Codice della Strada, il cui testo coordinato si allega alla presente, per immediata consultazione (All. 1). Le predette disposizioni hanno, inoltre, modificato alcune norme del D.L.vo n. 286/2005 in materia di qualificazione professionale del conducente, il cui testo coordinato è allegato alla presente (All. 2).
La nuova normativa, che è entrata in vigore in larga misura, dal 19 gennaio 2013, ed integralmente sarà vigente dal 2 febbraio 2013, reca diverse disposizioni di particolare interesse per l'attività delle Forze di Polizia, che di seguito si espongono, unitamente alle prime linee di indirizzo applicativo.


2. NUOVA PATENTE UE (Art. 116 C.d.S.)
Come era già previsto dalle Direttive Comunitarie in materia, l'art. 116, comma 7, C.d.S., stabilisce che nessuno può essere titolare di più di una patente di guida rilasciata da uno Stato membro dell'Unione europea o dello Spazio economico europeo.
Da tale principio, conformemente alle indicazioni già fornite con la nota di questa Direzione, prot. n. 300/A/10441/09/111/84/2/34 del 20.08.2009, che si allega alla presente per immediata consultazione (All.3), discende la conseguenza che, quando è accertato che un conducente è in possesso di due patenti di guida comunitarie, è necessario procedere ai ritiro della patente ottenuta più di recente.


Cosa IMPORTANTE DIFFERENZA TRA REVOCA - RITIRO- SOSPENSIONE - REVISIONE


Nei casi previsti dal Codice della Strada (CDS), la patente di guida può essere revocata, ritirata o sospesa. Nella maggior parte dei casi si tratta di sanzioni accessorie in aggiunta alle sanzioni amministrative (pagamento si somme di denaro). Quando invece sorgano dubbi sulla mancanza o sulla perdita dei requisiti fisici, psichici e tecnici necessari alla guida, la patente può essere sottoposta a revisione.

La revoca della patente per perdita dei requisiti

Se la persona perde i requisiti fisici, psichici e tecnici necessari alla guida di un veicolo (vedi la scheda sulla Patente - regole e punti), la sua patente viene revocata con un provvedimento emanato dal competente ufficio della Motorizzazione.
La revoca della patente è prevista nei seguenti casi:

quando il titolare non sia in possesso, con carattere permanente, dei requisiti fisici e psichici prescritti;
quando il titolare, sottoposto alla revisione della patente, risulti non più idoneo;
quando il titolare abbia ottenuto la sostituzione della propria patente con altra rilasciata da uno Stato estero.
Se la revoca è stata determinata dalla scomparsa dei requisiti psicofisici, nel momento in cui il titolare riacquista tali requisiti (ad esempio guarisce da una lunga malattia) può subito chiedere una nuova patente che riporterà la data di abilitazione di quella precedente. Il titolare non è considerato neopatentato e non valgono i criteri di propedeuticità previsti dal codice (vuol dire che se la persona era titolare di una patente di tipo C o D, può riaverla direttamente senza prima chiedere la patente B).
Il provvedimento di revoca della patente disposto a causa della perdita, con carattere permanente, dei requisiti psichici e fisici prescritti è un atto definitivo. Negli altri casi, invece, è ammesso il ricorso al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti. Il Ministro valuterà il ricorso della persona e comunicherà la sua decisione all’interessato e ai competenti uffici della Motorizzazione. Se il ricorso è accolto, la patente è restituita all’interessato.

La revoca della patente per motivi di condotta

In caso di violazioni particolarmente gravi del Codice della Strada, è prevista la revoca della patente. La patente viene quindi revocata per motivi di condotta, come sanzione accessoria rispetto alla sanzione amministrativa conseguente alla violazione, e non per perdita dei requisiti necessari alla guida.
È prevista la revoca della patente, ad esempio, se il titolare:

circoli durante il periodo di sospensione della patente;
percorra contromano autostrade o strade extraurbane;
guidi in stato di ebbrezza da alcool o sostanze stupefacenti un autobus, un autocarro o altro veicolo superiore come massa complessiva alle 3,5 t o un complesso di veicoli (qualsiasi veicolo trainante un rimorchio, una barca o simili è considerato complesso di veicoli);
recidività (ossia la ricaduta nella stessa infrazione) nel superamento di oltre 60 km/h dei limiti di velocità;
recidività per la guida in stato di ebbrezza (tasso alcolemico di 1,5 g/l o superiore) o di sotto l’effetto di sostanze stupefacenti.

In questi casi, il soggetto che accerta l’esistenza di una delle condizioni per le quali la legge prevede la revoca della patente, ne deve dare comunicazione al Prefetto del luogo della commessa violazione entro i cinque giorni successivi. Il provvedimento di revoca (una ordinanza) sarà emanata dal Prefetto.
Il titolare della patente revocata, potrà ottenerne un’altra, ma solo trascorsi due o tre anni (dipende dal tipo di violazione). Se poi il titolare aveva una patente C o D, per riaverla deve prima riottenere la patente B. Inoltre sarà considerato neopatentato a tutti gli effetti, dunque dovrà rispettare i limiti di velocità e di potenza e in caso di infrazioni gli verrà decurtato il doppio dei punti rispetto agli altri conducenti.
Infine si ricorda che la revoca della patente per motivi di condotta ad una persona che fa il conducente di professione (es. camionisti, autisti di autobus ecc.) costituisce anche giusta causa di licenziamento.

La sospensione della patente

Diverse violazioni del Codice della Strada prevedono la sospensione della patente, per un periodo che va da un minimo ad un massimo stabiliti dalla legge per ciascuna violazione. Si tratta di una sanzione accessoria in aggiunta alle sanzioni amministrative (pagamento di una somma di denaro).
La durata della sospensione della patente, tra il minimo ed il massimo di legge, dipende da diverse circostanze, come, ad esempio, la gravità dell’illecito, la recidiva, l’aver provocato un incidente stradale, ecc.
La patente di guida è sospesa dal Prefetto del luogo di residenza del titolare; il provvedimento di sospensione è comunicato anche alla Motorizzazione. Al termine del periodo di sospensione fissato, la patente viene restituita dal Prefetto, generalmente per il tramite della polizia locale del luogo di residenza.
La patente può essere sospesa direttamente dalla Motorizzazione qualora, in sede di accertamento sanitario per la conferma di validità o per la revisione della patente, risulti la temporanea perdita dei requisiti fisici e psichici necessari alla guida (vedi la scheda sulla Patente - regole e punti). In tal caso la patente è sospesa fintanto che l’interessato non produca la certificazione della commissione medica locale attestante il recupero dei prescritti requisiti psichici e fisici.
Entro 30 giorni dalla notifica, contro il provvedimento di sospensione della patente, è ammesso ricorso dinanzi al Giudice di Pace del luogo in cui la violazione è stata commessa.
Sono numerosissime le violazioni del Codice della Strada alle quali può essere associata la sospensione della patente. Nei paragrafi che seguono si riportano i casi di maggior interesse e frequenza.

Sospensione della patente per il superamento del limite di velocità

Una delle cause principali che portano alla sospensione della patente di guida è il superamento del limite di velocità, un’infrazione molto diffusa anche a seguito del proliferare degli strumenti elettronici per il controllo della velocità.
Il codice della strada prevede la sospensione della patente di guida per chi supera il limite di velocità tra i 40 e i 60 km/h:

da 1 a 3 mesi;
se neopatentati la sospensione va dai 3 ai 6 mesi;
se recidivi la sospensione va dagli 8 ai 18 mesi.


Per chi supera il limite di velocità oltre i 60 km/h è, invece, prevista:

la sospensione per un periodo che va dai 6 ai 12 mesi;
la revoca della patente in caso di recidiva.


Sospensione della patente per lesioni personali colpose a seguito di incidente stradale

La patente di guida è sottoposta a sospensione quando, da una violazione delle norme del Codice della Strada, a seguito di incidente stradale, derivino lesioni alle persone.
Il Prefetto del luogo della commessa violazione, sentito il parere del competente Ufficio del Ministero dei Trasporti, in presenza di elementi di evidente responsabilità, dispone la sospensione provvisoria del documento di guida, fino al massimo di un anno.
Contro il provvedimento di sospensione della patente è ammesso ricorso al Ministero dei Trasporti, entro 20 giorni dalla notifica del provvedimento.

Sospensione della patente per guida sotto l’influenza di alcool o droghe

Il codice della strada prevede la sospensione della patente nei casi di guida sotto l’influenza di alcool o in stato di alterazione psicofisica per uso di sostanze stupefacenti.
Per guida in stato di ebbrezza con un tasso alcolemico superiore a 0,5 e inferiore a 0,8 g/l è prevista la sospensione della patente da 3 a 6 mesi. Con valori superiori a 0,8 e inferiori a 1,5 g/l è prevista la sospensione della patente di guida da 6 mesi a 1 anno. Con tasso alcolemico superiore a 1,5 g/l è prevista la sospensione della patente di guida da 1 a 2 anni e revoca della patente in caso di recidiva nel corso di un biennio.
Nel caso di guida sotto l’effetto di sostanze stupefacenti o psicotrope, invece, è prevista una sospensione della patente da 1 a 2 anni e revoca della patente in caso di recidiva nel corso di un biennio.
Si ricorda che è prevista la sospensione della patente da 6 mesi a 2 anni nel caso il conducente si rifiuti di sottoporsi agli accertamenti per la verifica dello stato di ebbrezza o dell’assunzione di sostanze stupefacenti.

Il ritiro della patente

La patente viene ritirata a chiunque guidi con patente la cui validità sia scaduta. In questo caso la patente scaduta viene inviata, dall’organo di polizia che ha constatato la violazione, alla Prefettura del luogo della commessa violazione. Per ottenere la restituzione della patente, la persona deve esibire all’Ufficio Patenti il certificato medico che conferma l’idoneità a condurre veicoli. Il titolare può di nuovo guidare con la patente che gli è stata restituita, accompagnata dal certificato medico attestante l'idoneità, in attesa che gli pervenga il previsto adesivo inviato dal Ministero dei Trasporti.
Un altro caso di ritiro della patente, riguarda le patenti stranieri. Infatti, i titolari di patente di guida rilasciata da uno Stato estero (extracomunitario) non possono circolare oltre un anno dall’acquisizione della residenza in Italia. In tal caso la patente di guida extracomunitaria viene ritirata.
I titolari devono chiedere pertanto la conversione della patente (se ammessa) che consiste nel rilascio di una nuova patente italiana corrispondente a quella estera oppure ottenere la patente italiana sostenendo gli esami previsti e se in possesso dei requisiti necessari.

La revisione della patente

Quando sorgano dubbi sulla mancanza o sulla perdita dei requisiti fisici, psichici e tecnici necessari alla guida (vedi la scheda sulla Patente - regole e punti), la patente può essere sottoposta a revisione. La Motorizzazione o il Prefetto possono, in questi casi, disporre che il titolare della patente di guida sia sottoposto a visita medica presso la commissione medica locale o ad esame di idoneità. L’esito della visita medica o dell’esame sono comunicati ai competenti uffici della Motorizzazione per gli eventuali provvedimenti di sospensione o revoca della patente.
È sempre disposta la revisione della patente di guida quando il conducente sia stato coinvolto in un incidente stradale a causa di una sua violazione al Codice della Strada per le quali è prevista la sanzione della sospensione della patente e se ha determinato lesioni gravi alle persone.
Se il titolare della patente di guida non si sottopone nei termini stabiliti agli accertamenti medici sopra descritti, è disposta la sospensione della patente di guida fino al superamento degli accertamenti stessi con esito favorevole.
Inoltre, dal momento che i provvedimenti di revoca, ritiro e sospensione non si applicano ai minori, per questi si procede con lo strumento della revisione della patente.

http://www.dirittierisposte.it/Schede/T ... 0_art.aspx

In definitiva se la patente è stata revocata il cittadino NON è in possesso da quel momento di alcuna patente, ma se invece è stata ritirata/sospesa, la patente esiste e gli sarà restituita in futuro, RIPETO nessuna persona può essere in possesso di più patenti emesse da diversi Stati membri. Questo divieto include anche le patenti ritirate. Se il titolare/conducente compie una violazione per la quale e' prevista la revoca della patente, la patente e' ritirata e il Prefetto emette, rispetto ad essa, un provvedimento di inibizione alla guida sul territorio italiano per la durata di due o tre anni (a seconda del caso).
I provvedimenti vengono comunicato all'autorita' che ha emesso la patente. La patente puo' essere riconsegnata prima della scadenza del provvedimento solo se il titolare dichiara di lasciare l'Italia.


In conclusione in caso di REVOCA e cambio di RESIDENZA il cittadino può fare una nuova patente, anche perché sicuramente nel nuovo paese ospitante dovrà dichiarare di essere stato assoggettato dal provvedimento di revoca della patente in altro stato membro, tale nuovo paese potrà quindi rilasciare a tale cittadino NUOVA patente (a certe condizioni) oppure rifiutarsi. Tale patente sarà valida nel paese ospitante e negli altri stati membri ad eccezione del paese dove è stata revocata la patente fino alla fine del provvedimento di divieto di condurre autoveicoli in tale paese e comunque il mancato riconoscimento della nuova patente non potrà essere a tempo indeterminato.

SENTENZA DELLA CORTE

Risposta della Corte

43 Occorre ricordare che, secondo una giurisprudenza consolidata, l’articolo 1, paragrafo 2, della direttiva 91/439 prevede il reciproco riconoscimento, senza alcuna formalità, delle patenti di guida rilasciate dagli Stati membri. Tale disposizione impone a questi ultimi un obbligo chiaro e preciso, che non lascia alcun margine discrezionale quanto ai provvedimenti da adottare per conformarvisi (v., segnatamente, sentenze del 19 febbraio 2009, Schwarz, C‑321/07, Racc. pag. I‑1113, punto 75; del 19 maggio 2011, Grasser, C‑184/10, Racc. pag. I‑4057, punto 19, e Akyüz, cit., punto 40).

44 Come già dichiarato dalla Corte al punto 40 della citata sentenza Akyüz, lo stesso vale per quanto concerne l’articolo 2, paragrafo 1, della direttiva 2006/126, il cui tenore letterale è identico a quello dell’articolo 1, paragrafo 2, della direttiva 91/439.

45 Inoltre, la Corte ha considerato in più occasioni che spetta allo Stato membro del rilascio verificare se siano soddisfatti i requisiti minimi imposti dal diritto dell’Unione, in particolare quelli relativi alla residenza e all’idoneità a guidare, previsti all’articolo 7, paragrafo 1, della direttiva 91/439, e, pertanto, se sia giustificato il rilascio di una patente di guida (v. citate sentenze Schwarz, punto 76, e Grasser, punto 20).

46 Allorché le autorità di uno Stato membro hanno rilasciato una patente di guida conformemente all’articolo 1, paragrafo 1, della direttiva 91/439, gli altri Stati membri non hanno il diritto di verificare il rispetto dei requisiti per il rilascio previsti da tale direttiva. Infatti, il possesso di una patente di guida rilasciata da uno Stato membro deve essere considerato come prova del fatto che il titolare di tale patente soddisfaceva, alla data in cui questa gli è stata rilasciata, le suddette condizioni (v., in particolare, citate sentenze Schwarz, punto 77, e Grasser, punto 21).

47 Dette considerazioni sono pienamente trasponibili al sistema predisposto dalla direttiva 2006/126, la quale, come emerge dal punto 44 della presente sentenza, ha riaffermato il principio di riconoscimento reciproco delle patenti di guida rilasciate negli Stati membri in termini identici a quelli della direttiva 91/439.

48 Quanto alla direttiva 91/439, la Corte ha tuttavia affermato, da un lato, che gli articoli 1, paragrafo 2, 7, paragrafo 1, lettera b), nonché 8, paragrafi 2 e 4, di quest’ultima non ostano a che uno Stato membro ospitante rifiuti di riconoscere nel suo territorio la patente di guida rilasciata in un altro Stato membro, qualora risulti acclarato, non in funzione di informazioni provenienti dallo Stato membro ospitante, bensì sulla base delle annotazioni figuranti sulla patente di guida stessa o di altre informazioni incontestabili provenienti dallo Stato membro del rilascio, che il requisito di residenza normale previsto al suddetto articolo 7, paragrafo 1, lettera b), non è stato rispettato (v., in tal senso, citate sentenze Wiedemann e Funk, punto 72, e Grasser, punto 33). Si deve rilevare altresì che la Corte ha dichiarato che il fatto che il titolare della patente suddetta non sia stato oggetto, da parte dello Stato membro ospitante, di alcun provvedimento ai sensi dell’articolo 8, paragrafo 2, di tale direttiva è privo di rilevanza al riguardo (v. sentenza Grasser, cit., punto 33).

49 D’altro lato, la Corte ha statuito che gli articoli 1, paragrafo 2, e 8, paragrafo 4, della direttiva 91/439 non ostano a che uno Stato membro rifiuti ad una persona che è stata oggetto, nel suo territorio, di un provvedimento di revoca della patente accompagnato da un divieto di chiedere una nuova patente per un periodo determinato, il riconoscimento di una nuova patente rilasciata da un altro Stato membro durante tale periodo di divieto (v. citate sentenze Wiedemann e Funk, punto 65, nonché Schwarz, punto 83, e ordinanza del 3 luglio 2008, Möginger, C‑225/07, punto 38).

50 La Corte ha considerato, al riguardo, che detto articolo 8, paragrafo 4, non può, per contro, essere fatto valere da uno Stato membro per rifiutare di riconoscere indefinitamente ad una persona che è stata oggetto nel suo territorio di un provvedimento di revoca o di annullamento di una patente rilasciata da tale Stato membro la validità di qualsiasi patente che possa esserle stata rilasciata successivamente, cioè dopo il periodo di divieto, da un altro Stato membro (v., in tal senso, sentenze del 29 aprile 2004, Kapper, C‑476/01, Racc. pag. I‑5205, punto 76; Wiedemann e Funk, cit., punto 63, nonché Schwarz, cit., punto 85, e ordinanza del 6 aprile 2006, Halbritter, C‑227/05, punto 28).

51 Così, qualora una persona sia stata oggetto, in uno Stato membro, di un provvedimento di revoca della sua patente di guida, l’articolo 8, paragrafo 4, della direttiva 91/439 non consente, in linea di principio, a detto Stato membro di rifiutarsi di riconoscere la validità della patente di guida rilasciata successivamente da un altro Stato membro alla stessa persona indipendentemente da un periodo di divieto di richiedere una nuova patente di guida (v., in tal senso, citate sentenze Kapper, punto 76; Wiedemann e Funk, punto 64, nonché Schwarz, punto 86, e citate ordinanze Halbritter, punto 27, e Möginger, punto 44).

52 Considerata la differenza nel testo esistente tra l’articolo 8, paragrafo 4, della direttiva 91/439 e la corrispondente disposizione della direttiva 2006/126, vale a dire l’articolo 11, paragrafo 4, della medesima, occorre determinare se queste due disposizioni debbano ora essere interpretate diversamente, con la conseguenza che le condizioni elaborate dalla giurisprudenza della Corte richiamata ai punti 48‑51 della presente sentenza per l’applicazione dell’articolo 8, paragrafo 4, della direttiva 91/439 non sarebbero applicabili ad una situazione come quella del sig. Hofmann, che è disciplinata dalla direttiva 2006/126.

53 Infatti, sebbene l’articolo 8, paragrafo 4, primo comma, della direttiva 91/439 preveda che uno Stato membro possa rifiutare il riconoscimento della validità di qualsiasi patente di guida rilasciata da un altro Stato membro, ad una persona che sia stata oggetto nel suo territorio di una restrizione, di una sospensione, di una revoca o di un annullamento del diritto di guidare, l’articolo 11, paragrafo 4, secondo comma, della direttiva 2006/126 stabilisce, da parte sua, che «no Stato membro rifiuta di riconoscere ad una persona la cui patente sia limitata, sospesa o ritirata nel territorio di un altro Stato la validità della patente di guida rilasciata da tale Stato membro». Pertanto, il tenore letterale di quest’ultima disposizione impone attualmente agli Stati membri di rifiutare il riconoscimento di una siffatta patente, mentre l’articolo 8, paragrafo 4, della direttiva 91/439 riconosceva loro un potere discrezionale al riguardo.

54 Su tale punto, il sig. Hofmann ritiene che dall’identità dei termini utilizzati si possa facilmente dedurre che l’articolo 11, paragrafo 4, della direttiva 2006/126 contiene le stesse eccezioni al principio di riconoscimento reciproco delle patenti di guida di quelle già esistenti in applicazione dell’articolo 8, paragrafo 4, della direttiva 91/439, come interpretato dalla Corte. Essendo rimasta invariata la formulazione del principio di riconoscimento reciproco delle patenti di guida che figura all’articolo 1, paragrafo 2, della direttiva 91/439 e all’articolo 2, paragrafo 1, della direttiva 2006/126, non vi sarebbe alcun motivo di imporre un’evoluzione della giurisprudenza relativa a tale principio. Il fatto di aver limitato il potere discrezionale degli Stati membri per rifiutare di riconoscere una patente rilasciata da un altro Stato membro non inciderebbe sulle condizioni di applicazione dell’articolo 11, paragrafo 4, della direttiva 2006/126.

55 Del pari, la Commissione rileva che, sebbene le nuove disposizioni non lascino più liberi gli Stati membri di rifiutare il riconoscimento di una patente, bensì impongano loro di opporre un rifiuto qualora ne sussistano i presupposti, le condizioni in cui il riconoscimento di una patente poteva essere rifiutato in forza delle disposizioni precedenti o deve esserlo attualmente non sono cambiate. A parere di detta istituzione, dalla formulazione dell’articolo 11, paragrafo 4, della direttiva 2006/126 non può essere dedotta una caducità delle sentenze pertinenti della Corte relative alle condizioni che prevalevano quando era in vigore la direttiva 91/439. Sebbene tutti i lavori preparatori della direttiva 2006/126 evidenzino l’obbligo introdotto recentemente di non rilasciare e di non riconoscere una patente di guida, non si farebbe assolutamente riferimento ad una modifica delle condizioni sottese ad un provvedimento di non rilascio o di non riconoscimento di una patente.

56 Se così non fosse, un cittadino dell’Unione potrebbe ottenere una patente solo nello Stato membro in cui quest’ultima sia stata precedentemente limitata, sospesa o revocata, e ciò senza limitazione temporale per tale restrizione.

57 Il Freistaat Bayern sostiene, per contro, che dette condizioni sono state elaborate dalla giurisprudenza della Corte emessa sul fondamento della direttiva 91/439 e che questa giurisprudenza è applicabile solamente alle patenti di guida rilasciate prima del 19 gennaio 2009.

58 Inoltre, a differenza dell’articolo 8, paragrafo 4, della direttiva 91/439, l’articolo 11, paragrafo 4, primo comma, della direttiva 2006/126 imporrebbe attualmente ad uno Stato membro, senza lasciargli alcun potere discrezionale, di rifiutare il rilascio di una nuova patente ad un interessato che sia stato oggetto, in un altro Stato membro, di un provvedimento di limitazione, sospensione o revoca.

59 Il Freistaat Bayern ne deduce che la giurisprudenza della Corte relativa all’interpretazione dell’articolo 8, paragrafo 4, della direttiva 91/439 non può essere trasposta all’articolo 11, paragrafo 4, primo e secondo comma, della direttiva 2006/126. A suo parere, nella vigenza di quest’ultima, se uno Stato membro si rifiuta di riconoscere una patente rilasciata ad un interessato da un altro Stato membro quando quest’ultimo è stato oggetto di un provvedimento di limitazione, di sospensione o di revoca nel suo territorio, detto Stato rifiuta di riconoscere un atto contrario al diritto dell’Unione. Infatti, conformemente all’articolo 11, paragrafo 4, primo comma, della direttiva 2006/126, quest’altro Stato membro non sarebbe stato autorizzato a procedere ad un siffatto rilascio. L’articolo 11, paragrafo 4, di tale direttiva costituirebbe quindi una lex specialis rispetto all’articolo 2, paragrafo 1, di detta direttiva e imporrebbe agli Stati membri di rifiutare di riconoscere le patenti di guida che non sono state rilasciate in conformità al diritto dell’Unione.

60 I lavori preparatori della direttiva 2006/126 confermerebbero tale analisi. La formulazione del suo articolo 11, paragrafo 4, primo e secondo comma, discenderebbe da un emendamento proposto dalla commissione dei trasporti e del turismo del Parlamento europeo, volto manifestamente a reagire alla citata sentenza Kapper e a fornire una risposta alla medesima per via legislativa.

61 Il governo tedesco sottolinea, da parte sua, che, secondo il suo tenore letterale, l’articolo 11, paragrafo 4, secondo comma, della direttiva 2006/126 non riguarda un’eventuale violazione del requisito della residenza normale nel territorio dello Stato membro che rilascia la patente né la scadenza di un eventuale periodo di divieto di rilascio di una nuova patente. Sebbene nelle versioni in lingua francese («à une personne dont le permis de conduire fait l’objet, sur son territoire, d’une restriction, d’une suspension ou d’un retrait») e inglese di tale disposizione («to a person whose driving licence is restricted, suspended or withdrawn in the former State’s territory») sia utilizzato il tempo presente, il tenore di quest’ultima consentirebbe perfettamente una sua applicazione ad una persona cui sarebbe stata revocata la patente in forza del diritto tedesco e nei confronti della quale sarebbe scaduto il periodo di divieto temporaneo di rilascio di una nuova patente. Nell’ipotesi in cui la patente tedesca non fosse stata ancora restituita a detta persona, quest’ultima continuerebbe ad essere «oggetto di un provvedimento di revoca».

62 L’aggiunta di condizioni di applicazione che non sono state espressamente previste all’articolo 11, paragrafo 4, secondo comma, della direttiva 2006/126 non può essere giustificata, a parere del governo tedesco, sulla base di un’«interpretazione restrittiva» della medesima disposizione. Una disposizione non dovrebbe essere oggetto di una siffatta interpretazione solo perché costituisce un’eccezione, nel caso di specie, al principio di riconoscimento reciproco delle patenti di guida sancito all’articolo 2, paragrafo 1, di detta direttiva.

63 Il governo tedesco aggiunge che l’obbligo incombente ad uno Stato membro di rifiutarsi di riconoscere la validità della patente nei casi previsti all’articolo 11, paragrafo 4, secondo comma, della direttiva 2006/126 consente di garantire la sicurezza stradale e, di conseguenza, di tutelare il diritto alla vita, il diritto all’integrità della persona e il diritto di proprietà, sanciti, rispettivamente, agli articoli 2, 3 e 17 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea, che hanno lo stesso valore giuridico delle libertà fondamentali alle quali contribuisce il principio di riconoscimento reciproco di cui all’articolo 2, paragrafo 1, della direttiva 2006/126.

64 Detto governo ritiene altresì che la genesi dell’articolo 11, paragrafo 4, secondo comma, di tale direttiva riveli che i suoi autori hanno inteso ridare priorità agli sforzi diretti a intensificare la lotta al «turismo delle patenti di guida» e, pertanto, a rafforzare la sicurezza stradale, rispetto al principio di riconoscimento reciproco, corroborato dalla nozione di libera circolazione, che prevaleva fino ad allora nella giurisprudenza della Corte. Per contro, non emergerebbe affatto una volontà ipotetica delle istituzioni che hanno partecipato all’adozione di detta direttiva di far dipendere l’applicazione dell’articolo 11, paragrafo 4, secondo comma, di quest’ultima da una violazione del requisito della residenza normale nel territorio dello Stato membro che rilascia la patente o dalla non scadenza del periodo di divieto di ottenere una nuova patente.

65 Al riguardo occorre tuttavia considerare che la differenza di formulazione esistente tra l’articolo 8, paragrafo 4, della direttiva 91/439 e l’articolo 11, paragrafo 4, della direttiva 2006/126 non è tale da rimettere in discussione le condizioni, come elaborate dalla giurisprudenza della Corte, nelle quali il riconoscimento di una patente poteva essere negato in forza delle disposizioni della direttiva 91/439, e attualmente deve esserlo ai sensi delle disposizioni della direttiva 2006/126.

66 Invero, fatta eccezione per la trasformazione in un obbligo di ciò che in precedenza costituiva solamente una mera facoltà di mancato riconoscimento, e per la distinzione tra restrizione, sospensione e revoca, da un lato, e annullamento, dall’altro, il tenore letterale dell’articolo 11, paragrafo 4, secondo comma, della direttiva 2006/126 non ha subìto alcuna modifica sostanziale rispetto a quello dell’articolo 8, paragrafo 4, primo comma, della direttiva 91/439.

67 Se è certamente vero che talune versioni linguistiche dell’articolo 11, paragrafo 4, secondo comma, della direttiva 2006/126, segnatamente la versione tedesca di quest’ultimo [«einer Person (...), deren Führerschein (...) eingeschränkt, ausgesetzt oder entzogen worden ist»], sono formulate in modo tale da non escludere che i provvedimenti menzionati in tale disposizione abbiano esaurito i loro effetti, resta cionondimeno il fatto che numerose altre versioni linguistiche dell’articolo 11, paragrafo 4, secondo comma, della direttiva 2006/126, come quella francese e quella inglese («à une personne dont le permis de conduire fait l’objet, sur son territoire, d’une restriction, d’une suspension ou d’un retrait» e «to a person whose driving licence is restricted, suspended or withdrawn in the former State’s territory»), esprimono l’idea secondo cui detti provvedimenti devono essere in atto al momento del rilascio di una patente ad una persona la cui patente sia oggetto, nel territorio di uno Stato membro, di uno di tali provvedimenti affinché detto Stato membro si trovi obbligato a rifiutare il riconoscimento di tale patente.

68 Orbene, secondo una giurisprudenza consolidata, da un lato, la formulazione utilizzata in una delle versioni linguistiche di una disposizione di diritto dell’Unione non può essere l’unico elemento a sostegno dell’interpretazione di questa disposizione né si può attribuire ad essa, a tal riguardo, un carattere prioritario rispetto alle altre versioni linguistiche (v., in particolare, sentenze del 3 aprile 2008, Endendijk, C‑187/07, Racc. pag. I‑2115, punto 23; del 9 ottobre 2008, Sabatauskas e a., C‑239/07, Racc. pag. I‑7523, punto 38, e del 5 maggio 2011, Kurt und Thomas Etling e a., C‑230/09 e C‑231/09, Racc. pag. I‑3097, punto 60). D’altro lato, le varie versioni linguistiche di un testo di diritto dell’Unione devono essere interpretate in modo uniforme e, pertanto, in caso di divergenze tra loro, la disposizione di cui trattasi dev’essere interpretata in funzione dell’economia generale e della finalità della normativa di cui essa fa parte (v., in tal senso, sentenze Endendijk, cit., punto 24; del 29 aprile 2010, M e a., C‑340/08, Racc. pag. I‑3913, punto 44, e Kurt und Thomas Etling e a., cit., punto 60).

69 In ogni caso, si deve constatare che la versione tedesca dell’articolo 8, paragrafo 4, primo comma, della direttiva 91/439 utilizza il passato [«einer Person (...), auf die (...) eine der in Absatz 2 genannten Maßnahmen angewendet wurde»], senza che tale circostanza abbia impedito alla Corte di considerare che uno Stato membro non può far valere detta disposizione per rifiutare di riconoscere indefinitamente, ad una persona che sia stata oggetto nel suo territorio di un provvedimento di revoca, la validità di qualsiasi patente che possa esserle rilasciata successivamente da un altro Stato membro.

70 Se è pur vero che dai lavori preparatori della direttiva 2006/126 risulta che il legislatore dell’Unione ha inteso rafforzare la lotta al «turismo delle patenti di guida» trasformando la facoltà di non riconoscimento di una patente rilasciata da un altro Stato membro in un obbligo, al fine di garantire un riconoscimento reciproco dei provvedimenti di restrizione, di sospensione o di revoca, da detti lavori preparatori non emerge, per contro, che sono state rimesse in discussione le condizioni in cui uno Stato membro è autorizzato o, nel caso della presente direttiva, è obbligato a non riconoscere una patente rilasciata da un altro Stato membro, quali elaborate dalla giurisprudenza della Corte.

71 Inoltre, la Corte ha più volte ribadito che la facoltà prevista all’articolo 8, paragrafo 4, della direttiva 91/439 costituisce una deroga al principio generale di reciproco riconoscimento delle patenti e va dunque interpretata restrittivamente (v., segnatamente, sentenze del 20 novembre 2008, Weber, C‑1/07, Racc. pag. I‑8571, punto 29; Schwarz, punto 84, e ordinanza del 2 dicembre 2010, Scheffler, C‑334/09, Racc. pag. I‑12379, punto 63). Orbene, tale constatazione resta valida per quanto riguarda l’obbligo che figura attualmente nell’articolo 11, paragrafo 4, secondo comma, della direttiva 2006/126. Infatti, questo obbligo costituisce, anch’esso, una deroga al principio generale di reciproco riconoscimento delle patenti, ribadito all’articolo 2, paragrafo 1, di detta direttiva.

72 Va aggiunto che il primo e il secondo comma dell’articolo 11, paragrafo 4, della direttiva 2006/126 distinguono le ipotesi di rilascio e di riconoscimento di una patente ad una persona la cui patente sia oggetto in un altro Stato membro di una restrizione, di una sospensione o di un ritiro. Fatta eccezione per tale distinzione, i summenzionati primo e secondo comma sono formulati in modo simile. Pertanto, se è vero che l’articolo 11, paragrafo 4, secondo comma, della direttiva 2006/126 deve essere interpretato nel senso che questa disposizione prevede un obbligo per uno Stato membro di non riconoscere qualsiasi patente rilasciata da un altro Stato membro ad una persona la cui patente sia oggetto di un provvedimento di restrizione, di sospensione o di ritiro nel primo Stato membro, un’interpretazione simile deve essere adottata in relazione all’articolo 11, paragrafo 4, primo comma, di detta direttiva, che prevede anch’esso un obbligo di non rilasciare una patente ad una siffatta persona.

73 A tal proposito, dai lavori preparatori della direttiva 2006/126 risulta che la volontà del legislatore dell’Unione è stata quella di rafforzare il principio dell’unicità delle patenti e di evitare che una persona la cui patente sia oggetto di un provvedimento di restrizione, di sospensione o di ritiro in uno Stato membro possa ottenere il rilascio di una patente in un altro Stato membro o il riconoscimento della validità di una patente siffatta [v., in tal senso, la proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio concernente la patente di guida (rifusione), del 21 ottobre 2003, COM(2003) 621 def., presentata dalla Commissione, pag. 6].

74 Ciò non significa tuttavia che una persona la cui patente sia oggetto di un provvedimento di restrizione, di sospensione o di ritiro in uno Stato membro non possa mai più ottenere una nuova patente in un altro Stato membro, anche dopo la scadenza del periodo di divieto temporaneo di rilascio di una nuova patente che ha accompagnato, eventualmente, un siffatto provvedimento nel primo Stato membro.

75 Orbene, l’interpretazione dell’articolo 11, paragrafo 4, secondo comma, della direttiva 2006/126 proposta dal Freistaat Bayern e dal governo tedesco si tradurrebbe nell’imposizione, in forza dell’articolo 11, paragrafo 4, primo comma, della direttiva 2006/126, di un divieto permanente, non limitato nel tempo, di rilascio di una nuova patente da parte di uno Stato membro ad una persona la cui patente sia stata oggetto in passato di una restrizione, di una sospensione o di un ritiro in un altro Stato membro.

76 In tale contesto occorre ricordare che, ai sensi degli articoli 7, paragrafo 1, lettera b), della direttiva 91/439 e 7, paragrafo 1, lettera e), della direttiva 2006/126, una patente può essere rilasciata solo dallo Stato membro nel cui territorio il richiedente ha la residenza normale. Così, l’unica possibilità, per una persona la cui patente sia stata ritirata in uno Stato membro e che ha successivamente trasferito la sua residenza in un altro Stato membro, di ottenere una nuova patente in conformità alle direttive 91/439 e 2006/126 è quella di rivolgersi alle autorità competenti del nuovo Stato membro di residenza.

77 Interpretare l’articolo 11, paragrafo 4, della direttiva 2006/126 nel senso che una persona siffatta non potrebbe più ottenere una patente nel nuovo Stato membro di residenza, anche dopo la scadenza di un eventuale periodo di divieto di sollecitare una nuova patente, equivarrebbe, pertanto, a pregiudicare il diritto di circolare e di soggiornare liberamente nel territorio degli Stati membri, conferito ai cittadini dell’Unione dall’articolo 21 TFUE e di cui la direttiva 2006/126 intende facilitare l’esercizio.

78 Inoltre, come dichiarato dalla Corte riguardo alla direttiva 91/439, ammettere che uno Stato membro possa richiamarsi alle proprie disposizioni di diritto interno per opporsi indefinitamente al riconoscimento di una patente rilasciata da un altro Stato membro equivarrebbe alla negazione stessa del principio del reciproco riconoscimento delle patenti di guida, che costituisce la chiave di volta del sistema istituito dalla direttiva 2006/126 (v., in tal senso, sentenza Kapper, cit., punto 77, nonché ordinanza Halbritter, cit., punto 28).

79 Tuttavia, va precisato che, all’udienza, il Freistaat Bayern e il governo tedesco hanno sostanzialmente fatto valere che, affinché una persona la cui patente sia stata ritirata in uno Stato membro possa ottenere il rilascio di una nuova patente in un altro Stato membro in conformità alla direttiva 2006/126 e il riconoscimento da parte degli altri Stati membri di questa nuova patente, sarebbe necessario che lo Stato membro di rilascio cooperi con lo Stato membro che ha proceduto a detto ritiro. Secondo detto governo, lo Stato membro di rilascio dovrebbe essere informato da questo altro Stato membro dei motivi che hanno condotto a tale ritiro e sarebbe tenuto a verificare se questi ultimi siano cessati.

80 Tale argomento non può, tuttavia, essere accolto.

81 Indubbiamente, l’obbligo che figura attualmente nell’articolo 11, paragrafo 4, primo comma, della direttiva 2006/126 comporta una cooperazione tra gli Stati membri per verificare, da un lato, se il richiedente una patente sia già titolare di una patente rilasciata in un altro Stato membro, qualora, come prevede l’articolo 7, paragrafo 5, lettera c), di detta direttiva, esistano ragionevoli motivi per supporlo e, dall’altro, se tale richiedente sia soggetto, in caso di ritiro della sua patente in un altro Stato membro, ad un periodo di divieto di sollecitare una nuova patente. L’articolo 15 della medesima direttiva ribadisce, inoltre, la necessità di un’assistenza reciproca e di uno scambio di informazioni tra Stati membri.

82 Tuttavia, il fatto di imporre, come requisito per il rilascio di una patente da parte dello Stato membro di residenza del richiedente, un obbligo assoluto per le autorità competenti di consultarsi e di verificare sistematicamente la cessazione dei motivi che hanno condotto precedentemente al ritiro di una patente esigerebbe la creazione di un sistema complesso che consenta di determinare se il richiedente una patente non sia stato oggetto, anche molto tempo prima, di un provvedimento di ritiro della patente in nessun altro Stato membro. In ogni caso, un sistema siffatto non è previsto espressamente dalla direttiva 2006/126. Sebbene la rete dell’Unione europea delle patenti sia atta a facilitare l’attuazione di un sistema del genere, tale rete, tuttavia, non è ancora operativa e non può costituire uno strumento utile al riguardo per quanto concerne gli eventuali provvedimenti di ritiro che sarebbero stati adottati negli altri Stati membri in un passato lontano.

83 Inoltre, la persona che presenta una domanda di rilascio della patente in uno Stato membro può essere stata oggetto, in passato, in un altro Stato membro, di un provvedimento di ritiro della patente per vari motivi, segnatamente per quelli di cui trattasi nel procedimento principale, ma anche per altre infrazioni al codice della strada, anche minori. Orbene, la verifica della cessazione di taluni di questi motivi di ritiro potrebbe risultare difficile da realizzare, e la direttiva 2006/126 non fornisce, peraltro, alcuna indicazione in merito.

84 In tale contesto occorre ricordare altresì che la Corte ha dichiarato, riguardo alla direttiva 91/439, che uno Stato membro ospitante che assoggetta il rilascio di una patente di guida a requisiti nazionali più severi, in particolare dopo la revoca di una patente precedente, non può rifiutare il riconoscimento di una patente di guida rilasciata successivamente da un altro Stato membro per il solo motivo che il titolare di questa nuova patente l’ha ottenuta in applicazione di una normativa nazionale che non impone gli stessi requisiti di detto Stato membro ospitante (v. sentenza Wiedemann e Funk, cit., punto 54). Tale interpretazione vale anche per quanto concerne la direttiva 2006/126, la quale, al pari della direttiva 91/439, realizza un’armonizzazione minima delle disposizioni nazionali relative alle condizioni per il rilascio di una patente di guida (v., in tal senso, sentenza Akyüz, cit., punto 53) e la cui chiave di volta rimane, come rilevato al punto 78 della presente sentenza, il principio di riconoscimento reciproco delle patenti rilasciate dagli Stati membri.

85 Peraltro, la conclusione secondo cui le condizioni elaborate dalla giurisprudenza della Corte, richiamata ai punti 48‑51 della presente sentenza, per l’applicazione dell’articolo 8, paragrafo 4, primo comma, della direttiva 91/439 restano applicabili per quanto concerne l’articolo 11, paragrafo 4, secondo comma, della direttiva 2006/126 è confermata dal particolare regime di revoca di una patente, conformemente all’articolo 11, paragrafo 4, terzo comma, della direttiva 2006/126.

86 Infatti, quest’ultima disposizione, al pari dell’articolo 8, paragrafo 4, secondo comma, della direttiva 91/439, prevede che uno Stato membro possa rifiutarsi di rilasciare la patente di guida ad un richiedente la cui patente sia revocata in un altro Stato membro. Di conseguenza, uno Stato membro non è tenuto a procedere ad un siffatto rifiuto.

87 Orbene, nessuna disposizione della direttiva 2006/126 né i lavori preparatori della medesima indicano che la revoca di una patente si riferisce unicamente, come sostenuto in udienza dal Freistaat Bayern, dal governo tedesco e dalla Commissione, ad elementi di forma relativi al rilascio della patente. Inoltre, non si può escludere che, in determinati Stati membri, la revoca di una patente possa costituire un provvedimento relativo all’idoneità a guidare, più severo di un ritiro o di una sospensione, che può sanzionare, segnatamente, la guida in stato di ebbrezza di cui trattasi nel procedimento principale.

88 Pertanto, sarebbe paradossale interpretare l’articolo 11, paragrafo 4, secondo comma, della direttiva 2006/126 nel senso che, in caso di restrizione, di sospensione o di ritiro di una patente da parte di uno Stato membro, non sarebbe più possibile per il titolare di quest’ultima, in forza dell’articolo 11, paragrafo 4, primo comma, di detta direttiva, ottenere una patente in un altro Stato membro, mentre una possibilità siffatta esisterebbe sempre in caso di revoca di una patente.

89 Nel caso di specie, dalle considerazioni precedenti emerge che, poiché la patente è stata rilasciata al sig. Hofmann dalle autorità ceche il 19 gennaio 2009, come risulta dai punti 19 e 20 della presente sentenza, dopo la scadenza del periodo di divieto di richiedere una nuova patente che ha accompagnato il provvedimento di ritiro della patente pronunciato in Germania nei confronti dell’interessato, le autorità tedesche non hanno il diritto di rifiutare il riconoscimento della validità della patente rilasciata in queste condizioni.

90 Spetta, tuttavia, al giudice del rinvio verificare, sulla base delle informazioni menzionate al punto 48 della presente sentenza e tenendo conto di tutte le circostanze della controversia sottoposta al suo esame (v., in tal senso, sentenza Akyüz, cit., punto 75), se il sig. Hofmann avesse la propria residenza normale nella Repubblica ceca al momento del rilascio della sua patente. Se così non fosse, le autorità tedesche avrebbero il diritto di rifiutare il riconoscimento della validità di tale patente. Al riguardo, dalla decisione di rinvio risulta che quest’ultima è basata sull’ipotesi secondo cui è stato rispettato il requisito della residenza normale nel territorio dello Stato membro che ha rilasciato la patente.

91 Alla luce di tutte le considerazioni sopraesposte, si deve rispondere alla questione sottoposta dichiarando che gli articoli 2, paragrafo 1, e 11, paragrafo 4, secondo comma, della direttiva 2006/126 devono essere interpretati nel senso che essi ostano a che uno Stato membro, al di fuori di qualsiasi periodo di divieto di richiedere una nuova patente imposto al titolare di una patente rilasciata da un altro Stato membro e anche se è stato rispettato il requisito della residenza normale nel territorio di quest’ultimo, rifiuti il riconoscimento della validità di tale patente, qualora detto titolare sia stato oggetto, nel territorio del primo Stato membro, di un provvedimento di ritiro di una patente precedente.

Sulle spese

92 Nei confronti delle parti nel procedimento principale la presente causa costituisce un incidente sollevato dinanzi al giudice del rinvio, cui spetta quindi statuire sulle spese. Le spese sostenute da altri soggetti per presentare osservazioni alla Corte non possono dar luogo a rifusione.

Per questi motivi, la Corte (Seconda Sezione) dichiara:

Gli articoli 2, paragrafo 1, e 11, paragrafo 4, secondo comma, della direttiva 2006/126/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 20 dicembre 2006, concernente la patente di guida (rifusione), devono essere interpretati nel senso che essi ostano a che uno Stato membro, al di fuori di qualsiasi periodo di divieto di richiedere una nuova patente imposto al titolare di una patente rilasciata da un altro Stato membro e anche se è stato rispettato il requisito della residenza normale nel territorio di quest’ultimo, rifiuti il riconoscimento della validità di tale patente, qualora detto titolare sia stato oggetto, nel territorio del primo Stato membro, di un provvedimento di ritiro di una patente precedente.

http://eur-lex.europa.eu/LexUriServ/Lex ... 19:IT:HTML

Saluti

Inviato: 19/06/2015, 00:11
da Roberto1
DECRETO LEGISLATIVO 18 aprile 2011, n. 59 Attuazione delle direttive 2006/126/CE e 2009/113/CE concernenti la patente di guida

http://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/ ... 11G0104/sg

grazie ci cuore a tutti voi per il vostro aiuto
saluti Roberto

Re: domanda per la patente bulgara

Inviato: 26/06/2017, 23:54
da Gabry Gabry
Ma Roberto1 ha conseguito la patente bulgara dopo aver acquisito la residenza a Sofia. Almeno questo si capisce dal suo post.

Leggerò con calma il link di setto, anche se dal testo si dice "niente patente se è stata revocata in altro stato ue". Mi par di capire che ciò sia vero se non si sposti anche la propria residenza. Una volta acquisita la residenza in altro Paese, la patente può essere conseguita anche se revocata/ritirata in Italia.

Grazie setto, dovresti postare il tuo post anche nelle altre discussioni in argomento. Ne esistono diverse dove ci dividiamo sul fatto che un cittadino con residenza normale in Italia possa conseguire la patente in altro Stato e viceversa.......

Re: domanda per la patente bulgara

Inviato: 30/06/2017, 20:26
da yumino
Ma Roberto1 ha conseguito la patente bulgara dopo aver acquisito la residenza a Sofia. Almeno questo si capisce dal suo post.

Leggerò con calma il link di setto, anche se dal testo si dice "niente patente se è stata revocata in altro stato ue". Mi par di capire che ciò sia vero se non si sposti anche la propria residenza. Una volta acquisita la residenza in altro Paese, la patente può essere conseguita anche se revocata/ritirata in Italia.

Grazie setto, dovresti postare il tuo post anche nelle altre discussioni in argomento. Ne esistono diverse dove ci dividiamo sul fatto che un cittadino con residenza normale in Italia possa conseguire la patente in altro Stato e viceversa.......

Ehm non credo proprio se ritirata...

E' possibile SOLO se revocata...

In conclusione in caso di REVOCA e cambio di RESIDENZA il cittadino può fare una nuova patente, anche perché sicuramente nel nuovo paese ospitante dovrà dichiarare di essere stato assoggettato dal provvedimento di revoca della patente in altro stato membro, tale nuovo paese potrà quindi rilasciare a tale cittadino NUOVA patente (a certe condizioni) oppure rifiutarsi. Tale patente sarà valida nel paese ospitante (nuovo paese di residenza dove è stata conseguita la nuova patente) e negli altri stati membri ad eccezione del paese dove è stata revocata la patente fino alla fine del provvedimento di divieto di condurre autoveicoli in tale paese e comunque il mancato riconoscimento della nuova patente (nel paese dove è stata revocata la patente) non potrà essere a tempo indeterminato.

Un saluto

Re: Patente Italiana revocata e guida con patente UE

Inviato: 18/05/2018, 00:18
da xfra185
Salve a tutti,
La mia è una situazione diversa. Ho vinto il ricorso in appello ma nonostante ciò il giudice ha richiesto invii atti a prefettura per sanzione accessoria della revoca della patente. Ora è stato fatto ricordo in cassazione per prendere tempo. Sicuramente entro i prossimi 10 mesi riceverò la revoca della patente.

Se oggi prendessi la residenza all’estero, convertendo quindi la patente italiana che ad oggi regolarmente detengo in patente ad esempio Bulgara, la nuova patente estera andrebbe a sostituire a tutti gli effetti l’attuale patente italiana, rendendo impossibile alla prefettura la revoca di una patente che non esiste più?

Grazie,
Saluti

Re: Patente Italiana revocata e guida con patente UE

Inviato: 18/05/2018, 11:29
da yumino
Salve a tutti,
La mia è una situazione diversa. Ho vinto il ricorso in appello ma nonostante ciò il giudice ha richiesto invii atti a prefettura per sanzione accessoria della revoca della patente. Ora è stato fatto ricordo in cassazione per prendere tempo. Sicuramente entro i prossimi 10 mesi riceverò la revoca della patente.

Se oggi prendessi la residenza all’estero, convertendo quindi la patente italiana che ad oggi regolarmente detengo in patente ad esempio Bulgara, la nuova patente estera andrebbe a sostituire a tutti gli effetti l’attuale patente italiana, rendendo impossibile alla prefettura la revoca di una patente che non esiste più?

Grazie,
Saluti
Buongiorno,

la nuova patente andrebbe a sostituire quella italiana, ma non influirebbe assolutamente sull'inibizione alla guida nel territorio Italiano che rimarrebbe.
La nuova patente estera Le servirebbe se effettivamente avesse intenzione di trasferirsi nel nuovo paese potendo quindi convertire la patente italiana, utilizzando la nuova patente estera per spostarsi FUORI dai confini italici.

Saluti

Re: Patente Italiana revocata e guida con patente UE

Inviato: 11/02/2019, 04:39
da Pablo87
Salve a tutti.
Sono un ragazzo residente in Spagna, con patente italiana, e a causa di un infrazione amministrativa avvenuta in Italia, a breve mi verrà sospesa la patente,volevo sapere se io adesso in questi mesi faccio il cambio da patente italiana ( adesso è tutt'ora valida) a quella Spagnola, posso condurre tranquillamente nel paese di residenza in cui vivo(Spagna)

Re: Patente Italiana revocata e guida con patente UE

Inviato: 11/02/2019, 15:40
da yumino
Salve a tutti.
Sono un ragazzo residente in Spagna, con patente italiana, e a causa di un infrazione amministrativa avvenuta in Italia, a breve mi verrà sospesa la patente,volevo sapere se io adesso in questi mesi faccio il cambio da patente italiana ( adesso è tutt'ora valida) a quella Spagnola, posso condurre tranquillamente nel paese di residenza in cui vivo(Spagna)
Buongiorno,

può provare se fa in tempo a convertirla in quella Spagnola, ricordando che nel momento in cui viene interdetta la possibilità di guida in Italia NON potrà utilizzare la patente Spagnola in Italia per tutto il periodo di interdizione/sospensione.

Un saluto

Re: Patente Italiana revocata e guida con patente UE

Inviato: 27/02/2019, 21:22
da fbomped
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