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CORRETTA MODO DI ACCERTARE ENTRATE DA SERVIZI ALLA PERSONA

Inviato: 17/01/2016, 10:53
da MARPI
L'accertamento costituisce la prima fase di gestione dell'entrata.
Caratteri che lo contraddistinguono (a norma dell'art. 179, comma 1, del T.U. 267/2000) sono: verifica ragione del credito e sussistenza dell'idoneo titolo giuridico, individuazione del debitore, quantificazione della relativa somma da incassare, fissazione della scadenza.
In molti enti è invalsa la prassi di procedere all'accertamento mensile per servizio “cumulativo” comprendente tutti gli utenti che in quel mese hanno fruito del servizio senza che però a livello di accertamento compaiano i nomi dei debitori e ovviamente senza gli importi relativi a ciascun utente (esempio: Accertamento n. 615 - Servizio di refezione materne febbraio da utenti diversi € 7.500 E BASTA), ora al di là che questo modo di procedere già sembra essere in contrasto con la letteralità e con la ratio della normativa sopra richiamata, questo modo discutibile di procedere comporta che poi a livello di residui attivi si perda o comunque rimanga molto confusa negli anni la tracciabilità e la storia delle singole posizioni debitorie - confusione che è stata negli anni “utile” al sistema per operare su certezze "solo" presunte e con responsabilità/ignoranze/competenze sparse tra Responsabili e im piegati addetti dei servizi erogati e quelli dei Servizi Finaziari, con la “naturale” acquiscenza dei revisori dei conti (a suo tempo di nomina politica) -, da ultimo poi mi giunge voce che alcuni Collegi di Revisori stiano iniziando a chiedere che già a livello di Ragioneria siano individuati i nominativi, i relativi importi e le causali di tutti i debitori dell'ente. Inoltre non avere univocità di relazioni tra singolo utente, servizio "non" pagato e importo afferente, comporta anche difficoltà e inutili oneri lavorativi aggiuntivi a carico degli uffici in caso di ingiunzioni di pagamento e soprattutto di richiesta emissione ruoli.
A quanto sopra si aggiunga che dal 2016 gli utenti che utilizzano i servizi dovranno pagare gli stessi attraverso la Piattaforma PagoPA che prevede, quando sarà a regime, di poter richiedere, consultare e pagare on-line i servizi fruiti attraverso una sorta di “avviso di pagamento” approntato dall'ente: logica e buon senso suggerirebbe di tenere intimamente collegati - biunivocamente - il numero di accertamento e l'avviso di pagamento (che poi se non pagato diventa ingiunzione e infine ruolo e, soprattutto in qualunque momento venga estinto modifica ed estingue uno e uno solo degli avvisi e degli accertamenti di entrata diventando leggibile, trasparente, semplice e non più ingenerante confusione a livello di residui).
Chiedo quindi ai più esperti - spero non rispondano solo i Ragionieri e gli operativi dei settori che continuano a difendere le loro prassi consolidate (e guai a metterle in discussione) -, se non sarebbe preferibile - e più corretto, ribadisco - ogni mese procedere ad accertare magari solo per singolo servizio e mese di riferimento l'importo complessivo e quantomeno procedere contestualmente subito ad individuare a livello di sub-accertamento i nominativi e i singoli importi (l'esempio di prima verrebbe così: Accertamento n. 615/0 - Servizio di refezione materne febbraio da utenti diversi € 7.500: di cui Acc. 615-1 Abate Domenico € 160,00.=; Acc. 615-2 Bianchi Agostino € 110,00.=; …; Acc. 615-87 Verdi Bruna € 170.00.= )?
Aggiungo che se anche i regolamenti degli enti prevedano anomale procedure questo comunque non possano incidere e pregiudicare il rispetto della norma che fissa i caratteri dell'accertamento.
Valore aggiunto se il Sig. Vattelapesca che ha figli che frequentano scuola elementare, media, materne e nido, scuola di musica comunale, il papà a suo carico che frequenta i corsi di ballo ai centri per anziani, la moglie la biblioteca e i corsi culturali ecc., che per un anno non ha pagato nulla e si reca in Ragioneria chiedendo di voler saldare tutti i debiti dell'anno trascorso nei confronti del Comune... l'impiegato di turno (malcapitato) gli direbbe: “ma scusi non le sono arrivate le ingiunzioni? Comunque deve andare negli uffici che erogano i diversi servizi e chiedere loro, ecc. ecc.”, se va bene.
In ogni caso sono graditi punti di vista ecc.
Grazie mille.